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Intervista 1

Buongiorno, passavo di qua e ,vedendoti, ho pensato che mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più di lei, di te. Posso darti del tu? Posso farti un intervista?

Ma certo! Che bello!

Allora cominciamo. Nome?

Marco

Cognome?

Mengoni

Professione?

Cantante.

Sogno nel cassetto?

Ho perso la chiave e me lo sono dimenticato dentro.

Ok,ci riprovo. C’è qualcosa che vorresti fare da grande che non hai ancora fatto?

Tutto.

Tutto cosa?

Vorrei fare e rifare, tutto. Daccapo.

Ok,sono confusa. Andiamo avanti. Sei felice?

E ma che domande!! Non si chiedono mai queste cose!

E perché?

Perché la felicità è una cosa troppo seria,come dice Maria Antonietta.

Ah. Ok. Però non hai risposto. Sei felice?

No.

Come no? Hai appena vinto il festival di Sanremo.

E quindi?

Quindi Bo, pensavo fossi felice.

Allora cosa me lo hai chiesto a fare?

O mamma. Che fatica!Possiamo ricominciare?

Resettiamo tutto?

Ma chi è che fa le domande, qui? Tu o io?

Io.

Mmmmm. Non farmi arrabbiare, Marcolino.

E non mi chiamare Marcolino.

Scusa. Ok, sono pronta per ricominciare,Marco.

Ecco, così va meglio.

Bene, anche se sto già sudando.

Hai caldo?

No,sei tu!

Io? Pensi che io sia caldo?

Ahahah penso che tu sia…lasciamo perdere.

Lasciamo perdere cosa? Cosa pensi che sia?

Ma allora! Sono io che faccio le domande! Non ti facevo così…

Rompiscatole?

Mi hai tolto le parole di bocca.

Possiamo continuare?

Sono tutto tuo.

Mi fai arrossire così. Anyway… età?

Anagrafica o spirituale?

Quello che ti pare. Ti ricordo che sono io l’intervistatrice.

Ok. Allora ti dico l’età che mi sento.

Va bene.

17

Perché proprio 17?

Non ti piace il 17?

A me non frega nulla dei numeri. Voglio sapere perché proprio 17.

E ma così non finiamo più.

L’intervista dici?

Lascia perdere.

Ok, Marco. È la volta buona che ricomincio a fumare.

Ti sto facendo impazzire? Vero? Mi dispiace, ahahha.

No dai, sei quasi più bravo dei miei bambini.

E quanti ne hai?

17.

Ammazza. Ti sei data da fare eh, signorina!

O ma come ti permetti? E poi, signorina a chi? Ma poi ero io quella che faceva le domande, non tu. E comunque sono una maestra. E 17 sono i bambini della mia classe.

Ora torna tutto. E comunque abbiamo un numero in comune. Il 17.

Esatto. Dai ripartiamo da lì. Anzi, ti va se ci andiamo a bere un caffè?

Come no!? Però paghi tu. Ahahah

Non ti facevo così simpatico. Bello sì, bravo pure ma simpatico….

Perché sembrò uno antipatico? Che se la tira?

No, solo un po’ insicuro.

Ma chi sei, Freud?

Ahahha. No, mi dispiace. Mi chiamo…

Non melo dire! Scommetto che ti chiami Ginevra, o un nome del genere.

Acqua.

Liscia o gassata?

Scemo. Mi chiamo Anita. Ma perché dobbiamo parlare di me? Io sono qui per sapere di te, il vincitore di Sanremo 2023, Marco Mengoni. Ma non stai rispondendo alle mie domande.

Allora dovevi dirmelo che era un quiz!

Ok, ti ho ingannato. È vero. È un quiz!

E se vinco, cosa vinco? Cioè, se rispondo in modo corretto alle domande…

Mmm un mio autografo? Una bella stretta di mano?

Mi fai morire!

E tu mi fai sognare.

Madonna, questa te la potevi risparmiare.

Hai ragione. Dai, ricomincia il quiz.

Spara!

Buuum!

Ok, penso che tu abbia dei problemi. Te lo dico da amico. Ok, e poi si, penso che tu dovresti ricominciare a fumare, ahahha.

O mamma, Marco Mengoni mio amico. Dev’essere il mio giorno fortunato.

Lo è baby, hai vinto un bacio sulla fronte. Smack

Wow. Della serie prendi e porta a casa.

In che senso? Sei pure una ladra?

Ladra di cuori, vorrai dire, eheheh. È stato bello parlare con te.

Perché? Te ne stai già andando? E chi lo paga il caffè?

Tieni l’euro! Buona giornata!

Ma che fai? Te ne vai davvero?

No, per finta!

Meno male. Torna a sederti.

Ok, capo.

Avevo 17 anni quando capii che il mio sogno, forse, avrebbe potuto diventare reale.

Quale sogno? Non avevi mica perso la chiave?

Già. Ma ai tempi avevo un sogno solo ed era sul comodino. Fu dopo che divennero troppi, così tanti che li dovetti riporre nel cassetto.

Sognavi di diventare un cantante? Fu a 17 anni che capisti che ce l’avresti potuta fare?

No, non era quello il sogno. Che avrei fatto il cantante, l’ho sempre saputo.

E allora, qual era?

Diventare me stesso.

Non ti seguo, Marco.

Il mio sogno era quello di diventare me stesso.

Cioè, sognavi di diventare il Marco Mengoni che tutti conosciamo, suppongo. Famoso, bello ,bravo.

Mmmmm. Non proprio. Sognavo piuttosto di smettere di fingere di essere qualcun’altro.

Qualcun’altro tipo John Wayne?

Sei cretina nell’anima, lasciatelo dire, ahahah

Me lo merito. Dai continua.

Niente. Semplicemente sognavo di poter essere quello che ero senza dovermi vergognare. Tutto qui.

Perché,cos’avevi che non andava?

Cos’avevo che non andava bene agli altri, vorrai dire…

Gli altri.

Cosa significa?

Che erano gli altri il problema, non tu.

Quanto vuoi per questa seduta di psicoterapia?

Niente tesoro, paga Amadeus.

Sei sempre più scema.

Grazie, tesoro. Comunque poi ce l’hai fatta, a diventare te stesso, no?

Diciamo di sì. Cioè il percorso è stato difficile ma poi ce l’ho fatta.

Perché?ci sono cose belle che si ottengono senza fatica?

Direi di no, Anita.

Cosa ne pensi delle scorciatoie?

Penso che siano un’illusione. Quando pesavo 115 kili mi capitava di andare a dormire e la notte sognavo di risvegliarmi con 20, 25 kili in meno. Ma poi, la mattina ero di nuovo il ragazzo cicciottello di prima.

Be, ma ora sei in forma.

Ma ho fatto fatica. Tanta. Le cose belle arrivano solo con la fatica, come dicevi tu prima.

Già. E com’è che sei diventato così fiero di te stesso? Il tuo sguardo, almeno, lo è. Che percorso hai fatto?

Non sono poi cosi forte, tanta parte la fa la corazza, credimi. Che percorso ho fatto? Ad un certo punto della mia vita ho smesso di mettere la testa sotto la sabbia, ho sollevato i tappeti e ho buttato tutto fuori.

È di questo che parli nelle tue canzoni?

Si, anche. Ma anche della paura di crescere, invecchiare, dimenticare, essere dimenticato, cadere.

Beh ma poi ci si rialza, no?

Sempre. Come dice Mattia. Mr Rain, intendo. Ormai siamo diventati amici e lo chiamo per nome. Le sue canzoni, ad esempio, sono un inno a non mollare mai.

E tu, tu ti ci ritrovi, nelle sue parole?

Io sono un guerriero, ricordatelo sempre. E lo sei anche tu. Ora devo scappare amica mia.

Un’ultima cosa.

Dimmi.

Dimmi una frase, una parola, qualcosa che pensi della vita. Quello che ti va.

Mmmmm. Direi che…”siamo nati per essere felici”. E si, la verità è che sono felice. E sembri esserlo anche tu. Buona vita bellezza!

Buona vita Marco Mengoni. È stato bello.

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