Cara piccola me, ti scrivo perché mi manchi tanto. Volevo chiederti di non essere triste per me, perché io non lo sono. Certo la felicità forse è un’altra cosa ma a volte basta la serenità.
Volevo chiederti di rimanere bambina più tempo possibile, di non aver fretta di crescere che poi, avrai tutta la vita per essere grande. Le responsabilità arriveranno e talvolta vorresti non aver mai compiuto i tanto attesi 18 anni. Volevo chiederti di non rinnegare mai le tue origini, che le radici sono importanti, come dice Sorrentino nella Grande Bellezza, magari un giorno lo vedrai. Volevo chiederti di essere sempre fiera di quello che sei e sarai, ti tenerti stretta le tue cicatrici che poi, saranno il punto di partenza da cui rinascere. Perché poi lo sai, che rinascerai. Perché si rinasce sempre, dopo essere morti. Volevo chiederti di non avere paura di rimanere sola, che non lo sarai, avrai amici e parenti che ti ameranno per quello che sarai riuscita a portare nella loro vita: gioia e spensieratezza. Che poi, comunque, ci saranno sempre i momenti di solitudine: tu accoglili come fossero vento nel deserto. Volevo chiederti di non combattere mai per battaglie che non sono le tue: avrai solo uno scudo e una spada. Usali per le cause in cui credi. Volevo chiederti di non parlare mai male degli altri, o almeno di provarci, che poi scoprirai che talvolta le parole sono peggio delle spade e non tutti hanno uno scudo forte come il tuo. Volevo chiederti di non accelerare i tempi, se qualcuno ti chiederà di fare qualcosa per cui non è ancora arrivato il tuo momento, tu no farlo! Non aver paura di deludere! La vita è fatta di delusioni ma anche di momenti belli, ti suggerisco di stare dalla parte dei momenti belli. E sarai felice. Ma mi basterebbe saperti serena. Volevo chiederti di fregartene di quello che pensa la gente, sarai troppo grassa poi troppo magra talvolta troppo bella tanto da avere così tanti nemici da non avere abbastanza spade per combatterli. Scoprirai che non servirà a nulla la guerra se non a generare nuovo odio che alimentare la tua infelicità. Tu combatti sempre per l’amore e fregatene se ti daranno della fricchettona!
Volevo chiederti di circondarti di belle persone, di cose semplici, di riempirti gli occhi di boschi e mari e non avere paura se manderai giù un po’ di acqua salata, sarà tutta esperienza. Volevo chiederti anche di stringere e abbracciare forte i tuoi genitori, i tuoi amici, i tuoi fratelli, saranno i tuoi fans più accaniti e la medicina più potente di cui tu potrai avere bisogno un giorno.
Ascoltati sempre e non avere paura del buio, che come dice Calcutta la notte è solo un giorno che non si è ancora svegliato. Ascolta tanta musica e scrivi, tutto quello che senti e canta, anche se sei stonata che poi un giorno scoprirai persino di non esserlo e allora ti chiederai perché tu sia stata così tanto tempo senza far sentire la tua voce al mondo.
Per ora non ti chiedo più nulla, sarai stanca delle mie richieste. Vorrei solo dirti che avrai una vita bellissima, che sarai giovane per molto tempo e che anche quando crescerai tanto tanto ti sentirai comunque giovane come quando avevi 20 anni, quando andavi a sciare, quando il vento ti spettinava i capelli in motorino guardando il bel mare di Sicilia, quando ti innamoravi di chiunque per la prima volta.
Ti chiedo di volerti bene, perché io te ne voglio. Tanto.
Con affetto, una piccola Anita cresciuta ma non troppo