Così oggi, dopo tanto tempo, sono tornata a Milano.
E ho rivisto lei. La mia amica di serate pazze ai tempi dell’università. Che poi io, di amiche di serate brave, ne ho avute tante. Ma così come sono entrate nella mia vita, allo stesso tempo se ne sono andate. Silenziosamente. Ma lei no, lei è rimasta. E c’era lei quando ho conosciuto M. Quella sera al Bobino. Ormai sei anni fa.
E mi viene voglia di cantare a squarciagola in questa domenica di fine gennaio che sembra già aprile. Ma ormai sono diventata grande per certe cose, così come lo sono diventata per andare a ballare e forse, per mettermi la minigonna. Però oggi, proprio oggi, ho pensato ma che me ne frega se gli anni sono passati e io sono invecchiata. Che me ne frega se il mio fisico è cambiato e io non sono più magra come quando avevo 25 anni, che me ne frega se non so ballare eppure ho una voglia matta di andare in discoteca.
E così chiudo gli occhi e ripenso a un film spagnolo che ho visto mille anni fa in pullman a Valencia e mi viene da ridere e un pò anche da piangere perché quella pellicola mi ricorda tanto gli anni trascorsi a fumare sigarette davanti alla statale. E noi che ci chiedevamo che cosa avremmo fatto da grandi e ora che siamo diventate grandi ci chiediamo che ne è stato di quegli anni trascorsi tra le colonne i navigli e porta Venezia.
E forse, un pò di quella spensieratezza, la dovevamo conservare per i giorni che sarebbero venuti, e non regalarla al primo sconosciuto. Perché poi, crescendo, avremmo capito che era veramente l’unica cosa che ci avrebbe potute salvare.
Ridere a tutti i costi, e correre in bicicletta per raggiungere il luogo, il party, l’amica con cui avremmo riso e cantato e ballato e bevuto e riso ancora più forte perché era quella la cosa che sapevamo fare meglio e che ci saremmo ricordate di fare, una volta diventate grandi.
Ma poi i giorni sono trascorsi, e ci siamo ritrovate catapultate in un mondo completamente nuovo dimenticandoci di quello che ci eravamo ripromesse di fare. Tu sempre a Milano, la tua Milano. Io nel mio piccolo paesino di provincia. Con una manciata di anni in più, con più responsabilità, più sbattimenti, più sorrisi fasulli che nascondevano malumori o peggio. Ma tutto sommato, sempre noi.
E anche se la sofferenza fa parte della vita, e come dici tu è inevitabile e come dico io, è evitabilissima, ma questi sono punti di vista, sono sicura che il tempo ti sarà favorevole. Così come lo è stato con me. E anche se dicono che dopo i 30 tutto è in salita, ti auguro tanta pianura. Un pò come le strade di Milano. Ti auguro la spensieratezza di quando passeggiavamo sulle spiagge di Lignano, di quando ballavamo appena partiva la musica, di quando facevamo colazione con lo spritz, ti auguro tanto vento a favore e così tanto sole che puoi stare solo con gli occhiali da sole.
A presto,
A.

Ps.
Noi a Lignano mille anni fa.