Ci sono giorni in cui staresti tutto il giorno a poltrire sul divano. Ci sono giorni in cui effettivamente sto tutto il giorno a poltrire sul divano. Ma ho un divano solo da una settimana a questa parte quindi non sono molto abile nella pratica dell’ozio. Ma devo dire che mi sto abituando bene. Mi piace starmene sdraiata sul mio biposto Ikea con Kaki e sbirciare la gente che cammina per strada. È rilassante. E svuota la mente. Un po’ come stirate. O camminare mentre ascolto la musica.
Sono passati tanti anni da quei giorni in cui i miei giorni e le mie notti erano piene di eventi. Ma a volte sento ancora il rumore della città. E la cosa mi fa sentire bene e male al contempo. Ma no so perché. Ci sono giorni in cui mi sento come catapultata in un romanzo di Banana Yoshimoto e la cosa mi crea un po’ di malinconia. Così vado in cucina e comincio a preparare qualcosa di buono. Mi sarebbe sempre puaciuto essere brava a cucinare. Anche solo un tiramisù decente. Mi sarebbe bastato essere brava a fare le meringhe ma non ho pazienza. Io sono così. Prendo e parto. E tutto quello che faccio lo faccio per fare. Cerco di riempire ogni attimo della mia vita come se da un momento all’altro tutto potesse scomparire. E così mi ritrovo con un ghiacciolo alla menta che mi cola tra le dita. E ritorno un po’ bambina. Quando al Grest divoravo gelati e ghiaccioli e bibite fresche. E la sera non vedevo l’ora che arrivasse l’indomani per il tiro alla fune e per sentire i palloncini pieni d’acqua bucarsi sulla schiena e sapere che finalmente era arrivata l’estate. Che poi l’estate è sempre stata la mia stagione preferita. Che mi piaceva così tanto guardare le stelle di notte dalla spiaggia. Ma ora chi ce la fa più a stare sveglio fino all’alba. Io che mi addormento alle 9 di sera abbracciata al mio cane.
Mi manca tanto correre tra le strade di Barcellona e guardare il tramonto da una terrazza madrilegna e bere i rimasugli di birra di qualche sconosciuto. Mi manca tanto tutto, di quando ero ragazza. Ma è bello essere diventati grandi sapendo di essersela goduta. Ricordo le notti in campagna a dormire con gli amici in porticato e i bagni in piscina prima di fare colazione. Ci sono persone che non rivedrò più pur essendo state tanto importanti. Vorrei imparare a non avere paura del tempo che passa ma non sarei sincera. Se potessi tornerei indietro e rifarei tutto dall’inizio. Ma posso solo andare avanti. E ora sono qui. Nella mia nuova casa, con un nuovo lavoro insieme alla persona e al cane che amo, con le pareti del salone di un bel blu mare e mi chiedo che ne è stato del mio libro preferito di quando ero bambina. Se come tutte le cose che ho posseduto in passato è andato perso, se è stato divorato dalle tarme, se è stato usato per accendere un fuoco. Ricordo Rimini alla fine degli anni 90. Di quella bambina con cui intrapresi un’amicizia di penna. Era emozionante ricevere le sue lettere. Ogni volta era come tuffarsi di nuovo nel mare. Assaggiare i bomboloni ripieni di crema. Raccogliere qualche conchiglia. Aspettare di nuovo l’inizio dell’estate.