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Sean Paul

La cosa che mi piaceva di più delle vacanze in Sicilia erano i profumi. I profumi della terra, del cibo, degli alberi in fiore, degli agrumi caduti a terra. Mi piaceva il sapore delle mandorle, che sgusciavamo con una pietra alla casa al mare della nonna. E anche se non era la mia nonna, era bello sapere che fosse la nonna di tutti. Ricordo un pomeriggio di sole a mangiare pane essiccato poi fritto nell’olio con sopra la Nutella. E poi di corsa al mare a sciacquarci le mani ancora sporche. Le scene dello squalo girate nelle pericolosissime acque di Mazara del Vallo e i bagnini che ci sgridavano che spaventavamo la gente.

La Sicilia per me ha rappresentato una parte bella della mia vita. Conservo tanti ricordi, come fossero conchiglie in fondo al mare. Ricordo gli arancini, o le arancine che forse da voi si dice così, che con G ci litigo sempre per come lo dico. Ricordo i gelati, le brioche ripiene di gelato al pistacchio, che è sempre stato il mio gusto preferito, insieme al cioccolato. La granita con i biscotti di zia, da pucciarci dentro, come diremmo noi del nord. Ed era bello sapere di essere anche io un po’ siciliana durante quelle settimane di vacanza. Ed era bello essere accolta come sorella, cugina, figlia, nipote. Erano belle le tavolate alla casa di campagna a mangiare pesce arrostito. E le colazioni in centro. E le notti in spiaggia, a guardare le stelle. E chiederci se l’anno successivo ci saremmo riviste, tutte insieme, al solito bagno. Ricordo le serate all’approdo a ballare reggae e la notte di San Lorenzo desiderare che tutto continuasse ad andare come stava andando. Che meglio di così non poteva andare. Che eravamo belle, e felici. Ed eravamo amiche, sorelle, cugine. Alcune di sangue, altre destinate ad esserlo.

E poi gli anni sono passati e con alcune ci siamo perse. C’è chi è partita, chi è restata. Chi si è sposata, chi ha avuto figli, chi cani, gatti, conigli. Ma la Sicilia è sempre stato il luogo dove tutte insieme ci ritrovavamo, almeno una volta all’anno, e dove tutto si rizzerava. Le litigate, i messaggi mai scritti, quelli mai risposti, le lettere in bianco, i regali mai fatti. E dove tutto ricomiciava daccapo. Le labbra salate, il centro storico, le 100 chiese da visitare, i gamberi rossi da assaggiare, i matrimoni a cui piangere, Sean Paul da ballare.

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