Oggi sono qui, intrappolata nella mia camera, contando i giorni che mancano alla fine di questa prigionia. E mentre ascolto su Spotify una playlist che s’intitola musica per scrivere, comincio a scrivere. E penso a questi cinquanta o quasi o più (ora non ricordo) giorni di clausura. E mentre ripenso a questi giorni, penso anche a come le nostre abitudini siano cambiate in questo lasso di tempo che mi è sembrato infinito. Io ad esempio, ho imparato ad apprezzare la noia, quella cara amica che avevo da sempre snobbato. Ho scoperto nuovi modi per riempire gli attimi di vuoto ma ho anche, sorprendemente, imparato a godere dei momenti di dolce far niente. Ho scoperto che trascorrere mezz’ora a contemplare il mondo fuori dalla finestra senza fare altro, non è poi così male. Può anche essere rilassante. Ho scoperto che la cyclette, anche se non mi porta da nessuna parte, è un ottimo passatempo per bruciare qualche caloria. E io, di calorie, ne devo bruciare un bel po’. Ma in questi giorni di quarantena ho anche scoperto una pratica molto utile che mi ha aiutata a non cedere alla tentazione di continuare ad aprire il frigorifero. Mi riferisco alla meditazione. E non è che ora io sia diventata improvvisamente una santona ma ho scoperto che meditare, anche solo dieci minuti al giorno, può essere utile per sollevarsi momentaneamente da tutte le preoccupazioni e le angosce che questo momento inevitabilmente porta con sé. Ho scoperto che la mente umana è in grado di adattarsi a tutto, io e il mio ragazzo ad esempio ci siamo adattati a vivere in un tugurio di 35mq e dopo cinquanta giorni di vicinanza forzata, non ci siamo ancora stancati l’uno dell’altra. Probabilmente ci siamo talmente abituati che ci sembrerà strano quando non saremo più obbligati a stare appiccicati h24. Ho scoperto che in un giorno si possono fare una miriade di cose che non avrei mai pensato. Si può lavorare, si può studiare, ci si può allenare, si può cucinare, si possono fare le videochiamate con le amiche in cui si parla degli ultimi pennelli acquistati per fare il contouring, o per lo meno per provarci a farlo, si può dormire, meditare, guardare il vuoto, si possono fare pessimi acquisti online, si può imparare a suonare uno strumento ma non nel mio caso visto che di musica non c’ho mai capito nulla. Ho provato a pensare a questa clausura come a una possibilità che ci è stata data per guardarci dentro. Per trascorrere un po’ di tempo con noi stessi. Per provare a capire se potevamo fare qualcosa per migliorarci, o se andavamo già bene così. Io, ad esempio, ho scoperto di avere molta più energia di quanto pensassi. E ho provato a impiegare questa energia per fare qualcosa di buono. Per terminare gli studi, ad esempio, per trovare un nuovo modo di lavorare, per iniziare a scrivere questo blog, per ricominciare la dieta. Per chi avesse letto il post precedente vorrei dirvi che sì, la dieta sta funzionando. In 10 giorni ho perso 4 kg. Ma questa era solo una piccola parentesi. Ne approfitto per ripetere che non divulgheró la mia dieta perché ognuno ha un fisico diverso e quindi è meglio rivolgersi a uno specialista. Tralasciando i miei kili di troppo vorrei lasciarvi con una riflessione alla Brezsny:
E se questa quarantena fosse solo l’inizio di un ben più lungo periodo di dustanziamento sociale, ti senti pronto tu, bilancia, capricorno e tutti gli altri segni dello zodiaco ad affrontare questa situazione senza dare di matto? In pratica ce l’hai un piano B in caso le cose non andassero come sperato?
One reply on “Piano B”
Anche io mi sto dando alla meditazione 😉
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