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Solo compiti?

Premetto di non essere Jury Chechi. E nemmeno Roberto Baggio. Ma nel mio ho sempre praticato dello sport. Che fosse il ballo, la palestra o il sollevamento della forchetta. Ah no, l’ultima non vale come sport. Scusate. Scherzi a parte sono cresciuta in una famiglia non propriamente di sportivi ma i miei genitori mi hanno sempre consigliato di fare dello sport. E li ringrazio per questo. Con ciò io non voglio dire che sia mai stata una vera sportiva (tanto meno adesso), ma almeno ho imparato a trovare un canale di sfogo.

Nella mia esperienza, sopratutto come educatrice, mi è capitato di vedere bambini e ragazzi impiegare i propri pomeriggi solamente nei compiti. Li ricordo annoiati, senza stimoli e sopratutto li ricordo con un astio profondo nei confronti della scuola. Ammetto di non aver mai amato particolarmente fare i compiti ma la scuola me la sono sempre fatta piacere. Da bambina ho avuto la fortuna di giocare in cortile con fratelli, cugini, amici, vicini di casa,cani e gatti. I miei pomeriggi erano sempre diversi. D’inverno si giocava di fuori con la neve, d’estate si facevano le “olimpiadi estive” organizzate da mio zio. Quando non c’era la neve o non c’era nessuna attività programmata, ci si rotolava nel fieno o semplicemente si parlava dei propri sogni. Avevamo inoltre una casetta, la stessa in cui ora abito, in cui a tutti noi piaceva giocare a fare la minestra. Era un gioco semplice ma almeno ci permetteva di trascorrere del bel tempo insieme. Ora, io non sono qui a insegnare niente a nessuno, né a come si gioca né a quali sport sia giusto fare, ma credo che i pomeriggi trascorsi interamente sui libri o giocare a Fortnait (tanto per citarne uno )non siano il massimo per i nostri ragazzi. Non è colpa loro se non ci si ritrova più in cortile come un tempo o se non si trascorrono bei momenti in mezzo alla natura come facevamo noi ma non è neanche possibile, a parere mio, lasciarli nelle mani di un videogioco così violento. Io lo so bene che le mamme e i papà lavorano, che non tutti hanno la fortuna di fare un part time o di fare i genitori a tempo pieno ma ho capito, sperimentandolo sulla mia pelle, che lo sport, la natura, i boschi, gli animali sono alleati per la crescita dei nostri bambini.

Ricordo un ex compagno del liceo. Non lo ricordo tanto per la sua simpatia quanto per la sua capacità di organizzare bene il tempo a disposizione. Era una vita fa ma penso che questo esempio possa essere utile anche per i ragazzi di oggi. Come tutti noi era un giovane adolescente ma a differenza nostra non praticava uno sport giusto per passare il tempo ma lo faceva con l’intento di diventare un professionista. Ora, non dico che i vostri figli debbano diventare tutti dei professionisti del carling o del tiro al piccione(vi giuro che è uno sport) ma un’attività, anche solo la cyclette, la dovrebbero fare. E non vi dico questo da insegnante ma ve lo dico da una che avrebbe voluto impiegare il suo tempo in modo più efficace. Tornando al mio ex compagno di classe, lo ricordo come un ragazzo brillante scolasticamente parlando, pur dedicando molto tempo all’allenamento. Con ciò voglio dire che nonostante il ragazzo dedicasse molto tempo allo sport con risultati notevoli, era anche molto bravo a scuola. Questo perché aveva trovato un METODO che rendesse ogni sua attività diciamo, vincente. I ragazzi che svolgono soltanto i compiti durante il pomeriggio, escludendo dalla propria vita lo sport,il gioco (non il videogioco) non avranno l’opportunità, a mio parere, di imparare a gestire il proprio tempo e tanto meno di sfogarsi. Inoltre, statisticamente, la ricerca indica che i giovani che praticano sport, siano essi sport scolastici o di comunità, hanno prestazioni accademiche migliori rispetto ai bambini che non praticano sport.

Mi rendo conto che non tutti i bambini siano predisposti allo sport e che non tutti i genitori abbiano possibilità economiche e di tempo per far sì che i propri figli pratichino un’attività sportiva. È vero anche che, molto spesso, il volume dei compiti è così elevato che, difficilmente si trova tempo per attività extrascolastiche. Ma adesso, adesso che siamo in questa situazione di emergenza, credo sia il momento giusto per ritrovare quella parte di natura che abbiamo trascurato. E io non dico di infrangere le regole e andare nei boschi proprio ora che non si può ma trascorriamo più tempo in cortile, nel pratone di casa o semplicemente portiamoci un po’ di natura dentro di noi. Ma sopratutto, sfruttiamo questo momento per insegnare ai nostri bambini ad amare la natura raccontando loro storie semplici su questo argomento.

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